Ayris... cosa significa?

Ayris... cosa significa?

Ayrìs, Ayris…” continuavano a ripetermi mentre salivo a fatica lo stretto sentiero nel canyon tra le impervie montagne della Falesia di Bandjagara in Mali. Un costone di roccia distaccatasi dal resto della placca per ergersi come un muro invalicabile a una foresta che si estendeva fino a qui dal bacino del Congo; migliaia di anni fa.


Una foresta estesa 8 volte l’Europa… dall’alba della razza umana.

Ayris… quante volte me lo sentii poi ripetere dai giovani portatori e anziani saggi dogon per spronarmi a raggiungere il luogo assoluto. Uno sperone di roccia, un terrazzamento o un pianoro da cui ammirare Ayris… il paradiso in terra nella cultura arcaica come quella del popolo delle stelle.

 

Il primo Ayris era un terrapieno in cui alberi fruttiferi e una sapiente canalizzazione delle poche acque stagionali  davano vita a un jardin; un giardino paradisiaco incastonato in un oasi circondata da rocce e dal deserto. Un deserto, quello del Sahara, che anno dopo anno avanza sempre e inesorabilmente verso le aree sub-sahariane (Saheliane).

Ayris nome evocativo per tanti popoli e che qui indica una terra sapientemente gestita per offrire ciò di cui l’uomo, la sua famiglia e tribù serve per continuare ad esistere.  Un pianoro di varie dimensioni  in cui le massicce precipitazioni estive generano da centinaia d’anni  gli arcobaleni più estesi del pianeta; con buona pace degli amici irlandesi.

Ayris nella sua declinazione dal greco classico Yris o Airys originariamente significava “messaggera degli dei” e anche la personificazione dell’arcobaleno e dei suoi colori. Il termine è dunque passato ad indicare dai colori dell’arcobaleno a quelli  del/dei fiore/i  e alla parte colorata dell’occhio “Iride” .

Ayris dunque in diverse culture, spesso agli antipodi e declinazioni fonetiche, è uno dei termini più diffusi. Ad  esempio nel rastafarianesimo Ayris nella sua traslitterazione diventa Yrie che  Incarna l’aspetto positivo della cultura rastafariana e della convinzione che “everyting irie” cioè “everything is alright” (va tutto bene).

Ayris è dunque  il nome evocativo del nostro programma che vuole contribuire al raggiungimento di importanti obiettivi dell’Agenda 2030 e lasciare una traccia positiva nella la salvaguardia di un bene assoluto e comune; il nostro pianeta a partire dalle aree più fragili.

 

Ayris si pone un obiettivo ambizioso; raggruppare all’interno di una serie di azioni sinergiche un ampio range di progetti in cui la riforestazione non è che un’azione. Possiamo farlo perché lo sappiamo fare, lo abbiamo già fatto, lo stiamo già facendo. Ora con una marcia in più.

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